Brindisi e provincia,
una voce in Consiglio nella Regione Puglia

Il primo obiettivo, assoluto, è garantire una nuova ed operativa rappresentanza al territorio di Brindisi all’interno dell’ente regionale. È inutile nascondere che Brindisi soffra, da anni, della mancanza di una voce rappresentativa nell’ambito dell’Amministrazione regionale, delle sue politiche, delle sue scelte, del suo sostegno. Forte della mia esperienza, sento il desiderio e la responsabilità di esprimere questa rappresentanza senza mai perdere il filo diretto con il territorio. 

Come tutti sappiamo non sono “il” politico tradizionale, non ho bisogno di “cavalcare una scena” né ho ambizioni di carriera di partito. Sono un uomo che da 40 anni spende le sue giornate tra uffici istituzionali, centri e periferie delle città per apportare un miglioramento in termini di cultura, bellezza, turismo e le conseguenti offerte di lavoro. È arrivato per me il momento di provare ad allargare il raggio d’azione e impegnarmi anche sul fronte ambientale, sociale, professionale, sanitario, economico. Avverto l’urgenza di provare ad invertire la marginalità storica in cui si ritrovano Brindisi e il suo territorio, di garantire una presenza attiva e decisiva nella Regione Puglia.  Per farlo insieme, dobbiamo volerlo insieme.

Cultura e Turismo

Sul tema della cultura e del turismo, occorre costruire un’identità per diventare destinazione turistica. Per fare questo è necessario associare Brindisi e i paesi della sua provincia a un “fattore di attrattiva”, una visione definita che ci attribuisca un carattere di esclusività.
Il nostro territorio possiede un ricco ventaglio d’offerta: il porto, i parchi naturali protetti, i vigneti e gli uliveti, la bellezza dei borghi storici, i musei, la cultura gastronomica, e così via…
Ma un “fattore di attrattiva” è tale solo se attorno ad esso si sviluppano tutte quelle attività di servizio che ne rendano possibile la fruizione e facilitino la sosta dei turisti. 

Va detto a chiare lettere che la prima cosa da fare è sollecitare il senso di identità della nostra comunità, inculcare la consapevolezza di essere noi stessi i primi testimonial della città, comprendere che la reputazione della provincia di Brindisi, oltre che da politiche ben studiate ed applicate, è generata dai nostri comportamenti di ogni giorno, dalla nostra qualità della vita, dalla cura verso la terra che abitiamo.
Il secondo intervento è, senza dubbio, sul modello di governance: necessitiamo di progetti e di una visione condivisa per il raggiungimento dello sviluppo complessivo di tutti i settori in gioco. Il turismo deve essere visto come un ecosistema nel quale siano perfettamente integrati a rete attori locali e non, pubblici e privati.  

Alla nostra provincia non manca nulla, dobbiamo lavorare e costruire servizi e infrastrutture che rendano il nostro territorio non solo un punto di arrivo e di partenza, ma un punto di permanenza.

Sviluppo economico e sostenibilità

Il nostro territorio può diventare più attrattivo, bisogna intercettare chirurgicamente le manovre e le nuove opportunità di sviluppo, sostenere e attivare processi d’impresa, creare economia e diffonderne gli effetti. Tutto ciò va fatto non perdendo di vista il valore assoluto della sostenibilità ambientale, il rispetto per la nostra terra e la nostra salute. Questa è l’impostazione che deve smuovere gli obiettivi occupazionali, gli investimenti, la difesa e la promozione della qualità del territorio. Il commercio e l’artigianato sono elementi chiave per lo sviluppo di un territorio: un’amministrazione efficace riconosce spazio adeguato al piccolo commercio e artigianato in un giusto equilibrio con la grande distribuzione. Occorre incentivare i Distretti Urbani del Commercio nell’idea di riarticolare l’economia urbana, non è più possibile rimandare interventi di rilancio e innovazione per migliorare l’attrattiva commerciale, turistica e dei servizi del territorio, a partire dai centri urbani. 

 

Mobilità:
viabilità e vivibilità a salvaguardia del benessere
e dell’economia del territorio 

È necessario mettere in campo tutte le azioni per favorire il miglioramento della qualità della vita e dell’aria, dare origine a un territorio nel quale sia possibile muoversi facilmente a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici. È sicuramente di primaria importanza il potenziamento dei servizi di trasporto tra i Comuni e tra Comuni e marine, ma non è da meno finanziare progetti specifici a sostegno della mobilità sostenibile, promuovere azioni di sensibilizzazione per l’utilizzo di mezzi alternativi, più bike sharing e car sharing (anche elettrico).

Più investimenti, più qualità della mobilità, più servizi, più posti di lavoro, meno inquinamento.

I fondi europei destinati allo sviluppo della mobilità sostenibile ci aiutano. La nuova Amministrazione regionale dovrà mettere a disposizione progettisti specializzati in fondi europei in grado di orientare e armonizzare le scelte delle Amministrazioni territoriali, molto spesso sprovviste di competenze specifiche. 

 

Ambiente e transizione energetica

Il tema ambientale è di assoluta rilevanza: lo sviluppo e la qualità della vita non possono prescindere dal rispetto per l’ambiente. Bisogna ripensare le politiche messe in atto sino ad ora nella gestione dei rifiuti con lo scopo di ottimizzare gli impianti, contenere le tariffe, massimizzare il (e la cultura del) riciclo, recuperare i materiali, diffondere le fonti energetiche rinnovabili.

La direttrice ambientale è una traiettoria che il riformismo pugliese deve perseguire con continuità dando avvio a una nuova cultura e a una nuova politica del lavoro.

Gli impianti devono essere di recupero di materia e pubblici secondo il progetto pilota di Brindisi.

 

Territorio e Paesaggio

Il territorio e il paesaggio devono essere al centro dell’azione amministrativa, questo significa aprire un varco allo sviluppo, nel campo del turismo, della difesa dell’ambiente e dell’ecosistema, della storia, della promozione della bellezza. Occuparsi di territorio e paesaggio significa fare tante cose insieme. La Puglia è diventata un avamposto di tutela ambientale e territoriale, le leggi regionali hanno consentito e messo in atto per fortuna un sistema di tutele delle coste e dei paesaggi rurali. Coerentemente con questo indirizzo, occorre focalizzare gli strumenti urbanistici su punti essenziali, come la massima limitazione del consumo del green field, soprattutto rispetto alle aree agricole, e della cementificazione delle periferie, il bilanciamento dei servizi verdi, la riqualificazione, il riuso e la rigenerazione delle aree urbanizzate degradate e dei manufatti dismessi. Mi piace ricordare il progetto di un grande parco di street art avviato nel quartiere Paradiso di Brindisi. In tema di aree protette ritengo auspicabile una gestione comune nell’obiettivo di realizzare economie di scala. Allo stesso modo, è opportuno restituire vita e funzionalità ai centri di educazione ambientale, con la loro funzione di formare al rispetto dell’ambiente non solo nelle scuole, ma anche nel mondo delle imprese e nella cittadinanza nel suo insieme comunitario. 

 

Il Sociale

L’attenzione al sociale è un segnale importante di qualità della vita. Il primissimo passo, prima di qualsiasi progetto o programma, è acquisire conoscenza dei bisogni del territorio. Occorre dialogare costantemente con tutta le comunità, con le diverse parti che la interpretano, al fine di prendere consapevolezza delle situazioni di disagio sociale, di emarginazione e di povertà. Occorre mettere al centro le cooperative sociali, coltivarle, supportarle e promuoverle fortemente nel futuro. E costruire una rete di laboratori urbani nei quali aziende e centri di ricerca possano sviluppare, testare e dare visibilità a progetti innovativi di studenti e aspiranti imprenditori, ad alto potenziale di sviluppo del territorio.

Ho già cominciato ad ascoltare e individuare le criticità del sistema di tutela delle fasce più deboli ed economicamente svantaggiate della popolazione. 

Invito, perciò, ognuno a scrivermi, cercarmi, chiedere un incontro – e questa è una responsabilità che mi prefiggo di mantenere non solo in campagna elettorale: mi impegnerò a conservare un canale di comunicazione anche nel periodo che seguirà.

 

Sanità

La sanità ha bisogno di un piano straordinario dedicato capace di rilanciare il settore e promuovere l’efficienza dei grandi ospedali e dei presidi, mai dimenticando i piccoli ospedali di comunità; dobbiamo attivare un processo che ci conduca a una sanità “a chilometro zero” e rivedere l’offerta delle residenze per anziani.

L’assistenza diretta sul territorio di Brindisi è una necessità, bisogna portare la sanità dai pazienti, incentivare i medici di famiglia e le farmacie a dotarsi di strumenti e tecnologie innovative come la telemedicina, incentivare i meccanismi per l’accesso agli assegni di cura e alle cure per le cronicità. Dobbiamo rafforzare la medicina di genere e la cultura della prevenzione. 

Non siamo a corto di risorse, bisogna solo imparare a ottimizzarle permettendo il potenziamento del sistema e recuperando la fiducia dei cittadini nei confronti degli ospedali pubblici.

 

Agricoltura

L’agricoltura è un giacimento da difendere e su cui continuare ad investire, occorre rivedere i meccanismi di redistribuzione dei fondi a favore delle piccole aziende del territorio brindisino, dei nuovi insediamenti, dei giovani agricoltori e delle politiche di greening. Abbiamo bisogno di un intervento forte e chiaro del sistema pubblico attraverso un osservatorio sui prezzi a tutela dei piccoli produttori, occorre ripensare il PSR con una nuova visione e soprattutto in modo partecipato, sburocratizzare la macchina amministrativa regionale, migliorare la gestione dei consorzi di bonifica, promuovere i contratti di filiera, dare più attenzione alla sicurezza nelle zone rurali, accelerare sulle politiche di contrasto alla Xylella, ripartire gli incentivi ai sistemi bio e all’agricoltura integrata con criteri che favoriscano i piccoli agricoltori e le filiere corte. Ma agricoltura significa soprattutto difendere e rafforzare alcune colonne della tradizione della terra di Brindisi, penso al comparto produttivo vitivinicolo.  

Come sempre l’occhio di riguardo e la cura devono partire dal basso, dal produttore più piccolo, da chi – grazie al proprio lavoro – ci consente di godere dei frutti della nostra terra: la grande sfida che la Regione non deve perdere di vista è la lotta al caporalato e al lavoro nero.